di: Giancarlo Moschitta 19 Febbraio 2003
Qualsiasi linguaggio di programmazione (PHP compreso ovviamente) non può lavorare senza le variabili che rappresentano, probabilmente, la prima cosa in cui ci si imbatte quando si intraprende lo studio della sintassi. Volendo costruire una definizione di variabile ci accorgiamo in realtà che è possibile darne almeno due: una più tecnica, per così dire, ed una più semplice (e di immediata comprensione).
Piccolo, ma obbligatorio, passo indietro: in PHP (come in altri linguaggi) occorre operare una prima distinzione tra letterali e identificatori; per letterale si intende un valore di un dato, quindi, ad esempio, 45 o "Hello world" sono dei letterali; un identificatore, invece, non è altro che un nome che assegniamo a variabili, classi, funzioni. Tornando alla duplice definizione, il primo modo (quello più "tecnico") di definire le variabili, potrebbe essere il seguente: una variabile non è altro che una "etichetta" associata ad una particolare locazione di memoria, un nome quindi, che corrisponde ad un particolare "indirizzo" della memoria di lavoro (RAM).
Volendo invece definire una variabile in modo più semplice ed immediato (ed anche più inerente alle scelte operate dagli "inventori" di PHP), possiamo dire che non è altro che un identificatore caratterizzato da un particolare carattere iniziale (il segno del dollaro $) e che deve sottostare a particolari regole per ciò che attiene al suo nome.
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